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Il 28 marzo un potente terremoto di 7,7 gradi sulla scala Richter ha colpito Sagaing, una regione nel nord-ovest del Myanmar. Poi una scossa di magnitudo 6.4 vicino Mandalay alla quale sono seguite circa 200 scosse minori. Un sisma che si abbatte su di una popolazione già messa a dura prova dalla dittatura militare e alla quale, anche per questo, la Cgil nazionale ha inviato la propria testimonianza di vicinanza e, primo sindacato in Europa, ha lanciato un fondo di solidarietà insieme a Nexus.


La presidente della Federazione dei lavoratori industriali del Myanmar (Iwfm), Khaing Zar Aung, ci conferma che le zone maggiormente colpite sono le regioni di Sagaing, Mandalay, Shan State, Bago, e Nay Pyi Taw, come anche i Paesi vicini come Cina e Thailandia. Sono stati distrutti palazzi, abitazioni, edifici statali, monasteri, moschee, università e scuole, strade, ponti oltre al patrimonio culturale del Myanmar, incluse le pagode.
I numeri e le persone
“Al primo di aprile – afferma la sindacalista – erano stimate oltre 3.800 vittime, e la United States geological survey (Usgs) stima che per un terremoto di simile magnitudo i morti potrebbero essere 10 mila. Le valutazioni iniziali parlavano di una popolazione di 18,3 milioni di persone, 4.04 milioni di famiglie e di 77,5 bilioni di dollari in infrastrutture concentrate nell’area colpita dal sisma. Il numero di feriti è di 4.500 e le squadre di soccorso stanno ancora cercando i superstiti che potrebbero essere intrappolati sotto le macerie degli edifici crollati”.
Tra le persone colpite dal sisma “ci sono molti membri del sindacato, il Ctum, e i loro familiari. Il governo di unità nazionale (Nug) del Myanmar ha detto che sono stati fortemente danneggiati o distrutti 411 edifici residenziali, 280 edifici religiosi, 43 strade e ponti in tutto il Paese – prosegue Khaing Zar Aung -. La Croce rossa del Myanmar stima che circa 50 mila famiglie siano state colpite direttamente. La Rete musulmana della rivoluzione di primavera del Myanmar ha stimato che 700 musulmani siano stati uccisi in Mandalay e Sagaing per il danneggiamento di 60 moschee. La giunta militare ha detto che sono state danneggiate 670 monasteri buddisti”.
Aiuti al collasso
"A causa della situazione nel mio Paese gli aiuti sono insufficienti – spiega la presidente della Federazione -. I militari non hanno la capacità di fornire strutture per soddisfare le esigenze. Molti componenti delle squadre di volontari sono stati arrestati, uccisi o andati a nascondersi dopo il colpo di Stato. Abbiamo visto le notizie dell’arrivo di squadre estere e di strumenti di soccorso che però non sono sufficienti. È triste vedere che i militari non permettono ad alcune squadre di soccorso e di supporto medico di entrare in Myanmar, ad esempio da Taiwan”.
Volontari e popolazione locale stanno aiutando a trovare i superstiti senza avere strumenti per il salvataggio: “Non abbiamo abbastanza squadre per aiutare le persone che sono intrappolate sotto le macerie, ma i militari hanno imposto il coprifuoco, il che vuole dire che le persone devono interrompere le operazioni di ricerca e soccorso alle 10 di sera. Se non si fermano, possono essere arrestati o costretti al servizio militare.
Un volontario che stava aiutando le operazioni di evacuazione delle persone da un edificio danneggiato nel Mandalay è stato schiaffeggiato e insultato dai soldati per non avere seguito le loro indicazioni per interrompere le ricerche. È successo prima delle 10 di sera”.
Le informazioni attuali sul reale numero dei morti, dei dispersi e dei danni non sono disponibili “a causa della mancanza di strutture di soccorso e anche di media indipendenti nel Paese, anche perché i giornalisti internazionali non sono ammessi in Myanmar. Peggio, mentre il Nug e i gruppi armati pro-democrazia hanno dichiarato il cessate il fuoco per agevolare gli aiuti dopo il terremoto, i militari hanno continuato con i bombardamenti aerei e le armi pesanti.
Quattro giorni dopo il terremoto I militari hanno compiuto 32 attacchi nel Paese comprese le aree interessate dal sisma di Mandalay e Shan, uccidendo 52 persone. Ci sono diverse notizie che parlano del Consiglio militare che spara sui convogli di aiuti”. Il cessate il fuoco della giunta militare è arrivato solamente dopo una settimana dal sisma, il 3 marzo, e dopo che un convoglio di 8 mezzi della Croce rossa è stato colpito dall’esercito.
Il sindacato all’opera
Khaing Zar Aung cifa sapere che il Ctum ha iniziato immediatamente a supportare le squadre di soccorso per salvare le persone: “Le nostre squadre vengono da Yangon e lavorano con altre 4 che vengono da fuori Mandalay and Sagaing, le regioni più colpite dal sisma. In totale ci sono 5 unità che stiamo supportando e ci mandano i rapporti delle loro attività. Prelevano i corpi delle persone morte dalle macerie, lo hanno fatto anche in due scuole e hanno anche salvato delle vite. I nostri sindacalisti che sono a Mandalay e Sagain e non sono stati particolarmente colpiti dal terremoto stanno lavorando per aiutare le persone intrappolate.
Il Ctum inoltre si sta anche coordinando con la popolazione locale. Siamo supportati dalle torce ad alta intensità che ci permettono di lavorare anche di notte, tronchesi potenti per tagliare le barre di ferro di rinforzo, carburante per i mezzi e da quanto necessario per comprare il cibo e i generi di prima necessità per le squadre. Il sindacato ha bisogno di trovare continuo supporto per queste zone. Sollecitiamo amici, fratelli e sorelle dai sindacati e dalle comunità internazionali per dare supporto alla popolazione del Myanmar”, conclude con un appello la sindacalista.