Dopo un lungo lavoro e un piano di assemblee condotte dalla Fillea Cgil Palermo, le cave sequestrate al gruppo Buttitta, nel Palermitano, continuano a produrre materiale. Le quattro cave sono la “Giardinello” di Trabia, la “Consona” di Bagheria, la “Valle Rena” tra Altofonte e Piana e la “Casachella” di Bolognetta: erano di proprietà dei familiari di Salvatore Buttitta, imprenditore vicino a Bernardo Provenzano, e sono state sequestrate nel giugno 2021.
Un percorso lungo, travagliato, complesso, ma che ha portato alla continuità lavorativa per i dipendenti. “È un percorso sancito all'interno del codice antimafia - dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo affacciato sul grande scavo della “Consona” -. Un modello di buone pratiche in cui crediamo: il riuso dei patrimoni sottratti alle mafie per riportare sviluppo, lavoro e occupazione, partendo dalla legalità”.
Il segretario nazionale della Fillea, Angelo Sposato, ha partecipato a un'assemblea in occasione della campagna referendaria promossa dalla Cgil. “Lì dove c'è lavoro si può combattere contro le mafie - ha detto -. La legalità è crescita e speranza. Quindi, come sindacato, siamo qui per sostenere la battaglia che questi lavoratori, come quelli di altri beni confiscati, stanno conducendo”.