Il Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba) nacque ai sensi della legge 28 giugno 2012, n.92. La normativa, ha spiegato ai microfoni di Collettiva Stefano Di Niola, direttore di Fsba, previde “la facoltà, per le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, nei settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, nei quali siano operanti consolidati sistemi di bilateralità nonché in considerazione delle peculiari esigenze dei predetti settori, quale quello dell’artigianato, di adeguare le fonti istitutive dei rispettivi fondi”.
Il percorso di costituzione del Fondo richiese molteplici decreti e autorizzazioni istituzionali, ma l’impegno delle parti sociali fu tale che riuscirono a portare a termine il compito consentendo a Fsba, alla fine del 2015, di erogare le prime prestazioni di sostegno al reddito. La pandemia di Covid-19 attribuì a Fsba un ruolo importante. Il Fondo ricevette risorse economiche comunitarie che consentirono il trattamento di circa 700 mila lavoratori in un periodo di 18 mesi, consentendo erogazioni per circa 3,4 miliardi di euro. Questa gigantesca attività recò una notorietà al Fondo che oggi, grazie alla lungimiranza delle organizzazioni datoriali e sindacali costituenti, ha rivisto i suoi meccanismi di funzionamento e può contare su due prestazioni.
La prima delle due prestazioni è l’Ais (Assegno di integrazione salariale) che ha una durata di 26 settimane nel biennio mobile; la seconda è l’Acigs (Assegno di integrazione salariale per ragioni straordinarie) che ha una durata di 24 mesi per la riorganizzazione aziendale, 12 mesi per la crisi, 36 mesi per il contratto di solidarietà. L’Acigs riguarda esclusivamente le imprese con più di 15 dipendenti.
La contribuzione di legge al Fondo è pari allo 0,6% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Le imprese con più di 15 dipendenti hanno un costo aggiuntivo pari allo 0,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali in quanto potenziali beneficiarie dell’Acigs. Nel 2023 le prestazioni erogate dal Fondo sono state pari a circa 78 milioni di euro, in crescita rispetto al 2022. La tendenza dei primi 5 mesi del 2024 conferma l’incremento dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale.