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È stato siglato mercoledì 26 marzo l’accordo di proroga del contratto di solidarietà per lo stabilimento Bosch di Bari. L’intesa sarà valida a partire dal 1° giugno 2025 e fino al 31 maggio 2026. L’accordo si inserisce nell’ambito dell’intesa più generale raggiunta con Bosch nel luglio 2022 per la riorganizzazione del sito di Bari, intesa che prevedeva, oltre all’utilizzo del contratto di solidarietà, anche uscite incentivate su base volontaria, strumenti di ricollocazione, accesso al part-time e percorsi formativi dedicati ai dipendenti.
“Tale intesa – spiegano Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Uglm – prevede inoltre una progressiva diversificazione industriale del sito. In tal senso, la direzione di Bosch ci ha confermato che prosegue la ricerca di nuove opportunità industriali da affiancare al piano già in corso relativo all’economia circolare, all’after market delle pompe d’iniezione e degli iniettori per motori diesel”.
Le quattro sigle hanno ribadito “l’esigenza di accelerare il piano di diversificazione industriale e di proseguire congiuntamente con l’azienda il monitoraggio dei carichi di lavoro, al fine di garantire un’equa distribuzione delle attività tra i lavoratori”.
Fiom, Fim, Uilm e Uglm hanno anche “manifestato alla Regione Puglia la necessità di sostenere i piani formativi dei lavoratori Bosch e, più in generale, di intervenire a favore del settore automotive, che continua a rappresentare un comparto strategico per l’economia nazionale e, in particolare, per quella pugliese”.
Al governo i sindacati hanno “sottolineato l’importanza della conferma dell’articolo 22-bis, rivelatosi decisivo per Bosch e per molte altre realtà industriali”, ribadendo la necessità “di una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali in grado di rispondere in modo più efficace alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, alle esigenze di lavoratori e imprese”.