La folla davanti al palazzo del consiglio regionale abruzzese

Una protesta senza precedenti quella andata in scena all’Aquila nella giornata di ieri, 3 aprile. L’aula del consiglio regionale è stata occupata da centinaia di cittadini che non ce la fanno più e che avevano risposto all’appello unitario dei sindacati, Cgil Cisl Uil Ugl, per un presidio di protesta contro la proposta di legge regionale per l’aumento delle tasse e delle addizionali Irpef e per difendere la sanità in Abruzzo.

Al centro della mobilitazione, infatti, una sintesi brutale, ma efficace, sulla pagina Facebook della Cgil regionale parla di “sfascio” della sanità che, unito all’aumento delle tasse, ha creato il mix esplosivo e ha fatto detonare la pacifica “Rivoluzione abruzzese”. Video, immagini e articoli di cronaca raccontano l’invasione – pacifica, lo ripetiamo – dell’aula. Le persone, cantando Bella Ciao, hanno esposto i loro striscioni che denunciavano la crisi e invitavano il presidente della Regione, Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, a tornarsene a casa.

occupazione abruzzo
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I manifestanti entrano pacificamente dentro al palazzo del consiglio regionale

Il presidente della giunta Marsilio, a corto di argomenti, parla di “teppa rossa”

Lo stesso Marsilio, nel tardo pomeriggio, ha tentato di avvelenare i pozzi, parlando di “teppa rossa”, dicendo che “qualcuno dovrà pagare di fronte ai tribunali”. Nel disperato tentativo, ampiamente fallito, di distogliere l’attenzione da una gestione disastrosa della Regione, fatto ormai sotto gli occhi di tutti.  

Il presidio all'Aquila

“Ci avete rotto le tasche”, lo sfogo esasperato delle persone, in una regione dove curarsi è diventato, per molti, quasi impossibile e la prospettiva è nera, come ha denunciato in un convegno recente la Cgil, snocciolando i dati sui ritardi paradossali del Pnrr Salute.

La storia si ripete, a stretto giro, proprio in quella stessa città dove a febbraio dello scorso anno era stata occupata la direzione generale della Asl e, in seguito a quella protesta, i sindacati avevano incontrato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per informarlo dello stato in cui versava – e ancora versa – la sanità sul territorio.

Ranieri, Cgil Abruzzo Molise, in aula: “Vergogna”

Nulla è cambiato da allora, come ha detto, nel suo intervento accorato in un’aula piena come un uovo, il segretario della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri. “Siamo venuti qui oggi, tutti insieme, per denunciare e fermare il disastro verso il quale la giunta Marsilio, l’assessore Quaglieri e l’assessore Verì ci stanno portando. Io sono una di quelle persone che crede sia giusto pagare le tasse per ricevere in cambio servizi di qualità, perché se pago le tasse poi posso avere scuole per i miei figli, se è così io sono contento. Se pago le tasse e poi posso avere trasporti pubblici economici e di qualità, allora io sono contento. se pago le tasse e i miei genitori anziani possono essere assistiti e curati, dopo aver lavorato tutta una vita e avere sempre pagato le tasse, se possono essere curati gratuitamente e bene, allora io sono contento. Ma non è così. In questa regione le tariffe delle mense scolastiche sono aumentate anno dopo anno. nella regione Abruzzo tra giungo e settembre i biglietti dell’autobus, quindi trasporto pubblico locale, sono aumentati tra il 10 e il 36%. In molti paesi di aree interne non ci sono medici di famiglia e molti anziani che hanno malattie cronache muoiono perché non ricevono cure e non hanno soldi per permettersi cure private. E i milioni di euro destinati al Pnrr Salute, per creare ospedali, strutture territoriali, cure a domicilio, sono stati spesi solo per il 13%. Vergogna”.