Dopo giorni intensi in Ucraina, la missione di Martina Martelloni di Intersos si conclude con un viaggio di ritorno. La sua giornata inizia a Odessa, dove ha preso un'auto per raggiungere la Moldavia, per poi salire su un aereo diretto a Vienna. Da lì, il volo verso Roma.
Tre anni dopo l'inizio del conflitto, la situazione in Ucraina resta tragica. Dal 22 febbraio 2022, giorno dell'invasione russa, le persone rimaste nel paese hanno dovuto adattarsi a una vita segnata dalla guerra. Come racconta Martina, la paura di un'escalation continua a condizionare le vite dei cittadini ucraini. Nonostante gli sforzi della comunità internazionale, il concetto di pace sembra essere ancora lontano, irraggiungibile, non condiviso da tutte le parti coinvolte.
Durante le sue precedenti missioni si era concentrata sul confine con la Moldavia, dove migliaia di rifugiati cercavano salvezza. Quest’anno, invece, il suo lavoro l’ha portata più vicino alla linea del fronte, nel sud e nell’est del paese, tra città come Kherson e Kharkiv, luoghi segnati dalla devastazione della guerra. Nonostante la tragedia sia palpabile, ciò che emerge con forza è anche la resilienza di chi rimane sul territorio, affrontando ogni giorno le difficoltà imposte dal conflitto.
ll conflitto ha avuto un impatto devastante anche sul sistema umanitario. La decisione del governo degli Stati Uniti di sospendere i fondi USAID destinati agli aiuti umanitari ha avuto conseguenze gravi, non solo in Ucraina, ma anche in altre zone del mondo. Organizzazioni come Intersos, che operano grazie a finanziamenti internazionali, si sono trovate nell’impossibilità di proseguire i loro progetti in diversi paesi. In Ucraina è grazie al sostegno dell'Unione Europea e dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che l’aiuto umanitario è ancora possibile, raggiungendo comunità remote, in aree vicine alla linea del fronte, nonostante le difficoltà logistiche e i rischi derivanti dal conflitto. I racconti e le storie di questo podcast sono il risultato delle attività umanitarie che Intersos porta avanti proprio grazie a questi finanziamenti, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile.
In Ucraina le piccole comunità nei villaggi più lontani dai centri urbani si sono organizzate autonomamente per far fronte alle difficoltà quotidiane. Senza elettricità e acqua potabile, si uniscono per aiutarsi a vicenda, affrontando le difficoltà della guerra con straordinaria solidarietà. Le donne, in particolare, sono le protagoniste di questa resistenza, gestendo le famiglie e le piccole comunità con una forza e determinazione incredibili.
Il ritorno a casa, per Martina, è sempre un momento complesso. Dopo aver vissuto giorni intensi e toccato con mano la sofferenza della popolazione, il viaggio di ritorno è accompagnato da una malinconia difficile da descrivere. Le persone incontrate in Ucraina restano lì, a fronteggiare ogni giorno la dura realtà della guerra, mentre lei torna nella sua "comfort zone" in Italia. Eppure, ciò che rimane è la consapevolezza della forza incredibile di chi, nonostante tutto, continua a lottare per la propria sopravvivenza.