“I dazi sono una guerra. Una guerra commerciale. E come è noto le guerre hanno sempre avuto ragioni economiche, quindi credo che sarebbe un grave errore sottovalutare quello che sta succedendo e accettare una logica di questo tipo”. Non nasconde le proprie preoccupazioni il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, tornato a parlare di quello che accade in queste ore e a valutare il primo impatto delle tariffe imposte da Trump nei rapporti commerciali tra gli States e il resto del mondo. Landini lo fa a margine della propria partecipazione a Milano a un’assemblea della Flc, il sindacato Cgil della scuola, ormai vicino al voto per il rinnovo delle rsu.

“I dazi aprono problemi di natura occupazionale nel nostro Paese”

“Mi pare sia evidente – ha detto il segretario della Cgil – che tutto questo apra problemi di natura occupazionale, anche nel nostro Paese, e rischi di determinare un processo di recessione economica e di aumento dell’inflazione. La politica dei dazi mira a dividerci, a promuovere accordi tra i singoli paesi, a impedire la costruzione dell’Europa”.

"Nel mondo si sta affermando una logica di guerra”

“Detto questo – ha aggiunto Landini, cercando di misurare gli effetti dei dazi sul quadro generale della produzione e dell’economia in Italia – penso si stia affermando nel mondo una logica di atti di forza. Questo è il processo sbagliato e pericoloso cui ci troviamo di fronte. E a maggior ragione l’Europa dovrebbe essere in grado di svolgere quel ruolo che finora non è stata in grado di svolgere. Il governo è in grande difficoltà e non sa come venirne fuori. Io credo sarebbe una follia accettare il disegno di Trump, cioè di non considerare l’Europa, ma di andare verso singoli accordi. Però vorrei fosse chiaro un punto: la difficoltà dura da alcuni anni, sono 24 mesi che la produttività è in calo, al di là delle balle che raccontano, ed è evidente che in questo quadro il rischio molto concreto – vediamo come stanno già reagendo alcuni settori come l’automotive – è quello occupazionale. Questo elemento sposta qualsiasi discussione sulla necessità di far ripartire gli investimenti e di avere un’idea di sviluppo che sia diversa da quella che è stata realizzata fino a oggi”.

“La risposta ai dazi non è semplicemente mettere altri dazi”

“C’è un tema, insisto, di politiche industriali e di investimenti che devono essere fatte e anche di politiche europee che devono essere messe in campo”. Secondo Landini, “se penso ai settori dell'acciaio, dell’automotive o ai settori strategici, siamo di fronte al fatto che non ci sono politiche industriali e che non ci sono nemmeno azioni di intervento pubblico che sostanzialmente vanno in questa direzione. Quindi la risposta ai dazi non è semplicemente mettere altri dazi, tema che va affrontato, ma che tipo di politiche di investimento si fanno a partire dai settori strategici e come si investe sulla ricerca, sull’innovazione, come si recuperano i ritardi che hanno l’Italia e l’Europa”.

“Questa qua è una logica di guerra, di guerra commerciale, e siamo in una fase in cui la guerra è tornata a essere uno strumento normale di regolazione dei rapporti. Uno non può dire che si prende la Groenlandia come fosse una cosa normale, come stesse parlando di andare al bar a prendere il caffè. Non si può sottovalutare questo atteggiamento e non si può sottovalutare l’aumento delle spese per gli armamenti nel mondo”, ha concluso il segretario generale della Cgil. 

(Video a cura di Laura Messina ed Elena Peracchi. Montaggio di Daniele Diez)