Un fiume di persone oggi, 4 aprile, ha colorato di rosso le vie del centro di Trieste, sfilando in un corteo di protesta indetto in difesa della sanità pubblica e contro la privatizzazione. Oltre 5 mila persone hanno risposto all’appello della Cgil regionale del Friuli-Venezia Giulia che da mesi ormai denuncia la mala gestione e la chiusura al dialogo della giunta Fedriga e il decadimento del servizio sanitario regionale che soltanto pochi anni fa era un fiore all’occhiello del territorio.

La regione di confine nel profondo nord est è uno dei pezzi di un puzzle che ci restituisce un’immagine drammatica della sanità in questo Paese. I contorni sono sempre gli stessi, a qualsiasi latitudine, ormai, anni di tagli hanno ridotto allo stremo il personale, frustrato da stipendi bassi e ritmi insopportabili. Dappertutto si chiedono assunzioni che non arrivano mai, mentre la precarietà aumenta. E il diritto alle cure dei cittadini, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, si allontana, costringendo chi non ha i soldi a rinunciarci e chi li ha a pagare per visite, check up e interventi spesso essenziali.

Per queste ragioni, anche a Trieste, i cittadini si sono mobilitati e hanno sfilato, accanto alla Cgil, ai comitati e alle associazioni, da Largo Barriera fino a piazza Oberdan, sede del consiglio regionale. In testa al corteo lo striscione con su scritto: “L'importante è la salute. La sanità pubblica: un bene prezioso
da difendere
”. Concetti ovvi, ma non più scontati in questa Italia che registra, al giro di boa del primo quarto di secolo, una situazione generale disastrosa quando si parla di salute. 

La scena si ripete un po’ ovunque e sempre più spesso. Ieri all’Aquila sono stati i cittadini abruzzesi, in una protesta senza precedenti, a occupare l’aula del consiglio regionale per difendere la sanità. Oggi sono quelli del Friuli-Venezia Giulia, che da ogni angolo della regione, dalla montagna, dalle alte valli della Carnia, fino a Pordenone e Muggia, passando per Gorizia, sono accorsi a Trieste. “Perché è una vergogna – si sfoga una giovane triestina – che in questo Paese quando bisogna fare cassa si taglia su salute e istruzione”. Domani a scendere in piazza su questo tema saranno i veneti a Venezia. E intanto la Cgil sta facendo il giro d’Italia per denunciare i ritardi inaccettabili che, un po’ ovunque, segnano la spesa degli investimenti postati sulla missione 6 del Pnrr.

giovani corteo sanità trieste
giovani corteo sanità trieste

La testimonianza di una giovane manifestante di Trieste: "Vergognoso che le prime cose che taglino siano sanità e istruzione"

Orietta Olivo, Fp Cgil Fvg: “Questa non è la sanità che vogliamo”

Orietta Olivo Fp Cgil Fvg
Orietta Olivo Fp Cgil Fvg

Orietta Olivo, segretaria generale della Fp Cgil del Friuli-Venezia Giulia

Una questione, quella della sanità, che fa acqua da tutte le parti, generando cittadini preoccupati di non riuscire ad accedere alle cure del servizio pubblico e lavoratori allo stremo, come ci ricorda Orietta Olivo, segretaria generale della Fp Cgil del Friuli-Venezia Giulia: “Siamo tutte e tutti molto preoccupati perché questa non è la sanità che noi vogliamo”.

Michele Piga, Cgil Fvg: “La giunta Fedriga apra un dialogo con le forze sociali”

Michele Piga sanità Fvg
Michele Piga sanità Fvg

Michele Piga, segretario generale della Cgil del Friuli-Venezia Giulia

“Siamo qui oggi insieme a tante cittadine e tanti cittadini, ai comitati, alle associazioni, per difendere il diritto alla salute”, ha detto Michele Piga, segretario generale della Cgil Friuli-Venezia Giulia in corteo.

Michele Piga, segretario generale Cgil Fvg, sul palco di Trieste

“Le persone hanno a cuore il diritto alla salute ed è chiaro a tutti quelli che sono in piazza qui con noi, oggi, che il servizio sanitario regionale non dà garanzie, a causa della gestione della giunta Fedriga e dell’assessore Riccardi. Non c’è stato spiegato il disegno complessivo, ma stiamo assistendo al fatto che, ogni giorno, pezzi di sanità vengono privatizzati, esternalizzati”.

“Noi – ha proseguito – non ci stiamo, siamo per investimenti forti e servizi territoriali che si prendano cura del bisogno di salute dei cittadini. Ci sono 80 mila pensionati che non riescono e abbandonano la cure. È chiaro che bisogna intervenire e intervenire con forza. Questa giunta e l’assessore Riccardi ci spieghino cosa vogliono fare a aprano un dialogo serio con le forze sindacali, con le forze sociali, con le forze civiche, con i professionisti, per disegnare un servizio sanitario che sia in grado di garantire il diritto alle cure di tutti i cittadini del Friuli-Venezia Giulia”.

Daniela Barbaresi, Cgil: “Non smetteremo di difendere e rilanciare il Servizio sanitario nazionale” 

daniela barbaresi trieste sanità 04.04.2025
daniela barbaresi trieste sanità 04.04.2025

Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil nazionale

“La sanità del Friuli-Venezia Giulia – ha detto Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil nazionale – potrebbe essere un’eccellenza nel panorama nazionale, ma non è così. E questa piazza lo dimostra. Ma il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, essendo anche il presidente della Conferenza delle Regioni, ha una responsabilità nazionale e a livello nazionale la sanità è al collasso, innanzitutto per la mancanza di risorse”.

Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil, sul palco di Trieste

“Ci misuriamo ormai da tempo con un sottofinanziamento che sta mettendo in difficoltà la sanità al livello nazionale, le persone e la salute delle persone. Otto regioni italiane non garantiscono i Lea, i livelli essenziali di assistenza. Cinque milioni di persone rinunciano a curarsi e le famiglie sono costrette a spendere 46 miliardi di euro ogni anno per potersi curare. Chi può, chi li ha, chi se lo può permettere, gli altri rinunciano. Noi non smetteremo di difendere e rilanciare il Servizio sanitario nazionale. Vogliamo le risorse che servono – afferma la dirigente della Cgil –, vogliamo la garanzia che il personale, questo è fondamentale, venga valutato per quello che fa, per il lavoro straordinario che mette in campo, ma, soprattutto, noi vogliamo che venga difeso il diritto alla salute di tutte e tutti”.

(Le foto sono di Paola Cabas. Le interviste video sono state realizzate da Riccardo De Toma

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