“Noi saremo tutto”. Titola così la terza edizione del Festival di letteratura Working class, che dopo il bel prequel di mercoledì 2 a Roma nella biblioteca del Quarticciolo, per una serata chiamata “Dalla fabbrica socialmente integrata alla borgata socialmente solidale”, si tiene dal 4 al 6 aprile nella consueta sede di Campi Bisenzio, luogo ormai simbolico della lotta di fabbrica degli operai ex-Gkn.

Una manifestazione letteraria diversa da tutte le altre, perché alimentata sin dalle sue più profonde radici da una partecipazione alla lotta di classe attraverso lo strumento dei libri, senza attendere “le briciole che cadono dal mondo dell’editoria”.

Un Festival che trova le sue convergenze culturali attraverso diversi attori già presenti nei due anni precedenti, in particolare grazie alla rinnovata collaborazione del Collettivo di fabbrica-operai Gkn di Firenze, le Edizioni Alegre, la Società operaia di mutuo soccorso “Insorgiamo” (filone storico del protagonismo operaio del Novecento tra cittadini e lavoratori), l’Arci regionale e di Firenze. Il tutto coordinato dall’assemblatore di questo evento, il direttore artistico Alberto Prunetti.

Le idee

“Ci siamo ritrovati come sempre a organizzare il programma insieme”, sono le parole di Prunetti, che evidenzia come con questa terza edizione “è come se si chiudesse un ciclo iniziato tre anni fa, quasi da disperati”. Eppure nel 2023 si registrarono circa 3.500 presenze, divenute 5 mila lo scorso anno”.

"Una crescita che ci spinge a continuare”, prosegue il direttore artistico: “Siamo partiti dalle nostre genealogie, osservando il passato anche grazie ai temi dei poeti di fabbrica come Luigi Di Ruscio e Tommaso di Ciaula, interrogando le nostre origini, quelle della letteratura industriale. L’anno scorso ci siamo soffermati sul presente, le ‘geografie’, uno sguardo sulla contemporaneità attraverso la letteratura anglosassone, svedese, francese”.

Ora arriva il futuro, non così semplice da scrutare: “Il futuro, certo, non solo per chiudere un ciclo, ma per capire come dare una prospettiva a questa fabbrica dal grandissimo passato, quella che era la Fiat Novoli, in un presente dove la proprietà si è portata via la produzione, divenuta evanescente e fluida, dislocandola forse nell’Europa dell’Est. E allora vogliamo difendere e abbracciare la fabbrica, la sua porosità, per non essere un recinto chiuso dove il padrone intasca e se ne va”.

A Firenze, infatti, operai e cittadini uniti stanno tentando di ripensare la nuova fabbrica, integrata nel territorio, convertendola alla produzione di pannelli fotovoltaici. Un progetto del futuro, quindi, su cui bisogna lavorare già oggi, nel presente, a partire dalla legge regionale per la costituzione di consorzi territoriali dove poter reindustrializzare alcune aree in crisi. “Politica e istituzioni locali devono muoversi, mentre noi pensiamo alla classe lavoratrice”, chiosa Prunetti, prima di illustrare il programma composito di questa terza edizione, “dove teniamo conto di diverse prospettive di letteratura”.

Gli appuntamenti

Si parte così venerdì 4 aprile con La scrittura working class e i generi letterari. Prospettive, affinità e divergenze, che dalle ore 18,30 vedrà partecipare Wu Ming 4 con Serge Quadruppani e Simona Baldanzi, mentre alle ore 21 saranno Alessandro Portelli e Alessio Lega i protagonisti della Lezione cantata sulla musica popolare.

La giornata di sabato 5 sarà aperta da Genealogie e prospettive della poesia working class (ore 10,30), incontro introdotto da Monica Dati, seguito da uno spazio dedicato per la prima volta nel Festival alla funzione della critica letteraria (recentemente trattato anche in uno speciale TuttoLibri della Stampa), con la presenza di studiosi che si confronteranno sulla questione militante del ruolo di critico (ore 12,30).

Il pomeriggio (ore 15) sarà invece l’occasione per introdurre il tema del lavoro nella ristorazione, argomento voluto perché vissuto dallo stesso Prunetti per esperienza diretta, grazie alla presenza di Luigi Chiarella, cameriere italiano immigrato in Austria, e autore del libro Risto Reich, in un incontro coordinato da Filippo la Porta, mentre sarà Michele Riondino, noto al pubblico per Palazzina Laf, a interloquire con l’autore Raffaele Cataldi di Malesangue, storia operaia e di calcio con l’Ilva di Taranto a fare da sfondo.

La giornata conclusiva verrà affidata alle voci di interlocutori altrettanto importanti, da Maurizio Maggiani a Claudia Durastanti, prima della presentazione dei Premi di letteratura Working class del Comune di Montelupo Fiorentino e di Ires Lazio, Cgil Roma e Lazio, Fondazione Giuseppe Di Vittorio.

Nel complesso, ancora una volta il Festival Working class si presenta come un evento da non perdere per la sua unicità, dovuta anche alla sua realizzazione, frutto di un crowdfunding che anche quest’anno ha coinvolto oltre 500 persone, a testimonianza che un’altra letteratura è possibile.