È stata la partecipata assemblea generale della Cgil e di tutte le categorie regionali e provinciali, alla presenza del segretario nazionale, Christian Ferrari, ad aprire in Basilicata la campagna per il referendum su lavoro e cittadinanza oggi, 28 febbraio, a Potenza. Diverse le testimonianze di delegati e delegate che hanno portato la propria esperienza di vita e di lavoro.
Fernando Mega, Cgil Basilicata: “Con il referendum abbiamo finalmente la possibilità di cambiare le cose”
“Le leggi attuali sul lavoro hanno peggiorato la condizione di vita delle persone – ha detto nella sua relazione di apertura il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega – e con il referendum ciascuno di noi ha finalmente la possibilità di cambiare le cose, ripristinando la giusta strada, che è quella dei diritti e della dignità delle persone. Il voto è la nostra rivolta. Un messaggio forte ma necessario, ancor più nella nostra regione e nel Mezzogiorno”.
“Il Pil lucano è l’unico che decresce nel Mezzogiorno, lo spopolamento è inarrestabile”
“Che la Basilicata non fosse un’isola felice – ha aggiunto Mega – noi lo sapevamo da tempo, nonostante le narrazioni di chi ci governa. Abbiamo l’acqua, abbiamo il petrolio, abbiamo il turismo, abbiamo bellezze naturali. Quante volte abbiamo ascoltato questo ritornello. Intanto il Pil lucano è l’unico che decresce nel Mezzogiorno, lo spopolamento è inarrestabile: la Basilicata è la prima regione del Mezzogiorno per calo della popolazione (-7,4%) e le previsioni ci dicono che, senza una inversione di tendenza, entro il 2050 perderemo il 22,5% della popolazione residente. La sanità lucana è tra le otto inadempienti nel monitoraggio dei Lea, scivolando al quintultimo posto e non garantendo a pieno le cure ai cittadini. Abbiamo vissuto una crisi idrica a Potenza e in 28 comuni senza precedenti a causa della incuria delle istituzioni e il mal governo della risorsa idrica”.
E sul fronte della produzione industriale le cose non vanno meglio. “Il più grande stabilimento dell’automotive in Europa, Stellantis, è quasi in dismissione nonostante gli impegni assunti che al momento restano solo sulla carta. Ma le vertenze aperte sul territorio sono tante – ha detto Mega –. Un altro caso rischia di scoppiare se non si interviene oggi nella transizione energetica e nella riconversione in Val d’Agri. I progetti no oil sono in ritardo. Bisogna investire nella formazione degli addetti se non vogliamo rischiare la perdita di decine di posti di lavoro. Il 92 per cento dei lavoratori lucani lavora in aziende con meno di 16 dipendenti, per i quali in caso di licenziamento senza giusti motivo sono previsti sei mesi di indennità. Per non parlare di un anno drammatico per la sicurezza sul lavoro, con oltre dieci morti bianche nella nostra regione. E mentre da anni la soglia di povertà in Basilicata è fissa al 25%, al di sopra della media nazionale, i consiglieri regionali si aumentano lo stipendio”.
“Con la legge regionale 23/2024 – ha ricordato Mega –, il Consiglio regionale della Basilicata ha incrementato di quasi il 30% l’importo erogato annualmente ai gruppi consiliari per le spese di personale con un aumento certo della spesa annua di quasi mezzo milione di euro. Un ulteriore aumento dei costi della politica che a nostro avviso è ingiustificabile a fronte delle tante criticità che la regione vive e delle condizioni di vita dei lucani. Da qui la nostra battaglia fin da subito, e in solitudine, affinché i consiglieri tutti facessero un passo indietro e la richiesta al Consiglio regionale della Basilicata di dotarsi delle consulte e dei regolamenti procedurali necessari per dare avvio alla raccolta firme per abrogare questa vergognosa norma che mortifica le istituzioni e ancora di più i lucani e le lucane”.
Mega: “Il referendum è l’unica occasione per far sentire davvero la propria voce”
“Il referendum su lavoro e cittadinanza – ha concluso il segretario della Cgil lucana – è l’unica occasione per far sentire davvero la propria voce, la voce di ogni singolo individuo. C’è un rischio vero di tenuta democratica del nostro paese. E in questo senso i referendum oggi sono uno strumento di partecipazione democratica. Quando il 50% dei cittadini non va più a votare, nemmeno alle elezioni regionali come è stato in Basilicata lo scorso anno, vuol dire che metà delle persone di questo paese e di questa regione non si sente rappresentata da nessuno. A voi dico che con il referendum potete decidere di migliorare le vostre condizioni di vita e di lavoro e anche di quelle dei vostri figli e delle vostre figlie, di rimettere al centro la libertà delle persone in questo Paese, la vostra libertà. Andiamo al voto, raggiungiamo il quorum e crediamoci fino in fondo. Cambiamo insieme questo Paese”.
Le conclusioni sono state affidate al segretario confederale della Cgil nazionale, Christian Ferrari. “Il vero problema, la vera emergenza, non è una presunta invasione di migranti, ma sono le migliaia e migliaia di giovani uomini e giovani donne che emigrano all’estero”.