Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso promosso dalla Filcams Cgil, che da tempo denuncia le condizioni di lavoro per il personale addetto alla vigilanza non armata del contratto firmato da Aiss con l’Ugl nel novembre 2024.

Nello specifico, l’accordo siglato da Aiss-Ugl, che prevede trattamenti economici e normativi peggiorativi, è arrivato dopo il rinnovo concluso da Filcams Cgil e dalle organizzazioni sindacali che ha portato al comparto gli attesi aumenti salariali.

Mentre pendono numerosi ricorsi per accertare l’inadeguatezza delle condizioni salariali, il Tribunale ha dato ragione alla Filcams “riconoscendo la discriminatorietà della voce variabile riconosciuta solo per le ore di effettiva presenza che in concreto penalizza i lavoratori del settore con carichi familiari e disabilità imponendo di avviare un confronto con il sindacato per evitare il ripetersi della discriminazione”.

Il Tribunale, inoltre, ha ridato dignità al personale neo-assunto riconoscendo il carattere discriminatorio delle condizioni retributive del livello previsto per il personale neo assunto.

HS Servizi Srl, l'azienda che aveva applicato il contratto e la relativa clausola, è stata condannata a risarcire i lavoratori del salario perso e a cessare l'applicazione della clausola. È poi obbligata alla pubblicazione della sentenza sulla carta stampata.

“Si tratta di una sentenza importante per la nostra categoria, sempre in prima linea nella lotta al dumping contrattuale”, dichiara la Filcams Cgil.

La sigla quindi prosegue: “In questo modo l'indennità deve diventare una voce fissa da corrispondere anche in caso di motivate assenze dal lavoro e verrà quindi meno il risparmio che la clausola prevedeva per le aziende, calpestando i diritti di lavoratrici e lavoratori”.

Un primo passo importante, dunque, per riconoscere i diritti dei lavoratori della vigilanza in un settore martoriato da contratti non rappresentativi e basse retribuzioni.