Firenze, domenica 16 febbraio. Un anno dopo quel boato che, nel mezzo di un venerdì mattina qualunque, squarciò l’aria e uccise cinque operai che lavoravano nel cantiere di via Mariti, dove l’Esselunga stava tirando su un nuovo supermercato. Per la commemorazione istituzionale delle vittime della strage c’è stato un corteo, terminato di fronte al cantiere ormai fermo, dove, alla presenza della sindaca della città gigliata Sara Funaro, è stata scoperta una targa che riporta i nomi delle vittime: Luigi Coclite, 60 anni: Mohamed Toukabri, 54; Mohamed El Farhane, 24; Taoufik Haidar, 45; Bouzekri Rahimi, 56.

Cgil Firenze: “Un anno dopo nulla è cambiato”

Al ricordo erano presenti parenti e amici degli operai e, tra gli altri, una delegazione della Cgil e della sua federazione di settore, la Fillea. “Un anno dopo la strage sul lavori di via Mariti sulla lotta alla sicurezza sul lavoro nulla è cambiato”, ha detto Giancarla Casini della segreteria della Camera del lavoro: “C’è ancora molto da fare, è arrivata la patente a punti, ma non sta funzionando. Si continua a non voler fare leggi e norme a tutela della sicurezza sul lavoro, per questo la sicurezza è un tema al centro dei referendum che abbiamo promosso. Come Cgil Firenze abbiamo aperto sportelli dedicati per la sicurezza sul lavoro”.

Per Elena Aiazzi, anche lei nella segreteria della Cgil Firenze, il testo sugli appalti “dovrebbe essere reso più stringente, con più controlli, ma purtroppo il governo tende ad allargare le norme. E sappiamo bene che la prassi degli appalti e subappalti, soprattutto se al massimo ribasso, spesso ricade sulla pelle dei lavoratori, come successe anche un anno fa in questo cantiere”. 

Leggi anche

Fillea Firenze: “La nostra lotta continua”

“Un anno dopo a noi ancora sanguinano il cuore e la coscienza”, scrive la Fillea Cgil Firenze: “In queste ore registriamo sciacallaggi politici. Ci stanno. La differenza è che noi, nonostante tutto, continueremo nella quotidiana lotta al lavoro nero, all’illegalità, alla mancanza di sicurezza. Lo facciamo e continueremo a farlo: cantiere per cantiere, fabbrica per fabbrica. Cominciando dall’invitare tutti ad andare a votare nei prossimi referendum senza se e senza ma”.

Leggi anche

Lami, Cgil Toscana: “Il profitto non venga prima della tutela del lavoro”

“Quante volte abbiamo sentito di parlare di formazione continua a partire dalle scuole”, ha detto Mirko Lami (Dipartimento Sicurezza sul lavoro Cgil Toscana): “Cosa buona e giusta ma non sufficiente perché i ragazzi nelle scuole imparino velocemente cosa significhi applicare le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. Una volta cresciuti ed entrati nel mondo del lavoro, devono fare i conti con la realtà di tutti i giorni”

Una realtà, prosegue l’esponente sindacale, che ti mette “di fronte al mercato e di conseguenza al profitto: quindi tutto quello che hanno imparato a scuola viene messo da una parte perché l’azienda deve rispettare i tempi di consegna, perché se non stai al passo vai via, tanto fuori c’è la fila di chi vuole lavorare, fuori ci sono lavoratori che l’azienda può sfruttare perché c’è chi viene stritolato dal sistema e deve pagare le bollette, la retta della scuola dei figli, l’affitto o il mutuo per avere una casa dove vivere”.

Mirko Lami evidenzia che “dobbiamo creare sistemi che proseguano dopo l’istruzione. In verità già ci sarebbero ma non vengono applicati, perché i tagli del risparmio portano ad avere pochissimi ispettori, a contratti in subappalto, a chiedere giornate di lavoro in nero, tanto i controlli chissà se verranno e poi, al limite, si pagherà una multa”.

Conclude il dirigente Cgil: “Negli anni Ottanta nacque il contratto di formazione lavoro, dove un lavoratore per due anni lavorava al fianco di un anziano che gli insegnava. Ha dato buoni risultati, ma è stato cancellato. Dobbiamo tornare a quello, per far crescere i ragazzi. E poi occorre punire penalmente chi, sulla pelle dei lavoratori, risparmia denaro e tempo o manomette i sistemi di sicurezza. Il profitto non deve venire prima della tutela del lavoro”.

Leggi anche