"Come Fiom Cgil chiediamo che il governo si faccia garante della tutela occupazionale, mettendo in campo azioni concrete e risorse pubbliche che dovranno essere vincolate all’innovazione, al rilancio produttivo della microelettronica in Italia. Ci aspettiamo da STMicroelectronics responsabilità sociale, perché si tratta di un’azienda a partecipazione pubblica”. Lo dichiara in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom Cgil al termine dell’incontro al Mimit su STMicroelectronics alla presenza della sottosegretaria Fausta Bergamotto e dell’azienda, nonostante il tavolo nazionale con i ministri Adolfo Urso e Giancarlo Giorgetti sia stato rinviato al 10 aprile.

La direzione aziendale di STMicroelectronics – spiegano dalla Fiom – ha ribadito la centralità dell’Italia nella strategia industriale del gruppo, ma l’illustrazione del piano industriale avverrà il 10 aprile. L’azienda ha  anticipato le difficoltà in futuro per il gruppo, a causa della crisi del settore automotive e dei recenti dazi Usa.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto il tavolo nazionale perché alle criticità legate alla congiuntura economica negativa “si sono aggiunti gravi errori da parte del management di valutazione, di riorganizzazione e di comunicazione, ai quali è seguito l’annuncio inaccettabile di una rivisitazione del piano industriale a partire dal restringimento del perimetro occupazionale, che ci risulta in Francia sia già stato avviato. Il piano di riorganizzazione di cui si parla da diverso tempo non è mai stato comunicato ai sindacati, né ai lavoratori”.

Il tempo in più, visto il rinvio, deve servire – conclude Barbara Tibaldi – per un “piano industriale maggiormente sostenibile dal punto di vista industriale e occupazionale e non dovrà prevedere esuberi”.