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Nelle giornate del 17, 18 e 19 marzo hanno scioperato tutti gli stabilimenti del gruppo Dana in Italia. “Negli stabilimenti di Dana Italia, Dana Motion Systems Italia, Dana TM4 e Dana Graziano – dicono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nazionali - c’è stata un’altissima partecipazione dei lavoratori alle mobilitazioni, superando, in alcuni casi, anche il 90% di adesione”
Gli scioperi, che hanno visto anche “tantissimi lavoratori manifestare ai cancelli fin dalle prime ore del mattino, sono stati motivati dalla crescente preoccupazione dei lavoratori rispetto alla vendita da parte di Dana dell’intera divisione off-highway, che conta circa 3.800 lavoratori redistribuiti negli undici dei 12 stabilimenti italiani del gruppo, presenti in Trentino, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Puglia.
Le tre sigle chiedono al governo di “riconvocare quanto prima il tavolo istituzionale, dove discutere del futuro assetto societario e delle prospettive industriali e occupazionali nel nostro Paese. È necessario inoltre che Dana sospenda qualsiasi iniziativa volta a delocalizzare le produzioni fuori dall’Italia, condizione fondamentale per avviare un percorso condiviso disteso e costruttivo, che porti al mantenimento di tutti i siti produttivi e garantisca l’occupazione”.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil così concludono: “L’alta adesione agli scioperi rafforza le rivendicazioni sindacali e manda un segnale di legittima preoccupazione per il futuro che né Dana né il governo devono ignorare”.