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Vincenzo Romano, un operaio di 38 anni, è morto a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno, mentre stava lavorando in un cantiere dell’Alta Velocità nell’area dei Monti Alburni. La vittima era originaria del paese di Vibonati. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio sarebbe stato colpito al collo da una lastra d’acciaio per cause ancora in corso di accertamento. Inutili i soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i volontari della Croce Rossa, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
Il 38enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Eboli, dove è giunto privo di vita. Sulla vicenda indagano i Carabinieri della compagnia di Eboli, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Quella di oggi è la seconda vittima sul lavoro nella provincia in 48 ore.
“Siamo vicini ai familiari e a tutti i lavoratori. Abbiamo fiducia nella magistratura, ma chiediamo con forza chiarezza sull’accaduto, che ha visto come ‘vittima del dovere’ un giovane, mentre lavorava nel cantiere dell'alta velocità ferroviaria a Sicignano, in provincia di Salerno”. È quanto afferma in una nota il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco a seguito dell’ennesimo infortunio mortale sul lavoro.
“È l’ennesimo infortunio mortale, ‘operaicidio’, in un sub appalto – spiega il segretario del sindacato – pertanto ci piacerebbe capire quali sono i turni a cui era sottoposto quel lavoratore e quali le condizioni dei suoi colleghi. Infatti sembrerebbe che quella impresa sub appaltatrice abbia già avuto altri episodi di gravi infortuni in altri cantieri di Italia, sempre con dinamiche analoghe. A questo punto ci chiediamo a cosa serva la patente a punti, come si può morire in un cantiere di Stato? Rfi deve fare una riflessione importante sullo stato dei suoi cantieri e sulla qualificazione delle ditte in subappalto – sottolinea Di Franco –, perché la corsa agli obiettivi del Pnrr non la possono pagare i lavoratori in termini di salute e sicurezza. È necessario un rigido controllo in tutta la filiera nel rispetto di tutte le normative vigenti, che non possono essere derogate e violate per la corsa agli obiettivi della produzione”.
























