Attivata formalmente dalla Network Contacts la procedura per il licenziamento collettivo di 90 lavoratori (86 operatori in cuffia e quattro team leader) del call center di Crotone. La notizia a sindacati e lavoratori è stata comunicata nella serata di venerdì 21 marzo.

Immediata la reazione del personale (proveniente, in virtù della clausola sociale, dalla Abramo Customer Care), che ha dichiarato lo sciopero per lunedì 31 marzo, con presidio dei 233 dipendenti di fronte alla sede provinciale di Poste Italiane.

A motivare la decisione, spiega l’azienda, è la riduzione del volume della commessa di Poste Italiane. Un licenziamento collettivo che è però reso più facile – denunciano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil territoriali – dal nuovo contratto applicato dall’azienda dal 1° febbraio scorso, dopo aver disdettato il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni.

Il nuovo contratto è stato siglato dall’Associazione nazionale dei business process outsourcer Assocontact (il cui presidente, Lelio Borgherese, è anche il proprietario di Network Contacts) con la sola Cisal, che ha scarsa o nulla rappresentatività nel settore, senza quindi la firma dei sindacati confederali.

Sindacati: “Decisione inaccettabile”

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil sottolineano che “la comunicazione di Network Contacts, dall’impatto rilevante per il futuro di tante lavoratrici e lavoratori, a ulteriore sfregio è giunta di venerdì sera, ad azienda chiusa, convinti forse di poter far decantare lo sdegno, un modus operandi quindi che riteniamo inaccettabile per modalità e tempistiche”.

In seguito alla comunicazione aziendale i sindacati hanno richiesto l’attivazione dell’esame congiunto, come previsto dalle attuali normative. “Nei prossimi giorni – affermano le tre sigle – inizierà il confronto sindacale: la nostra assoluta priorità è tutelare l’occupazione e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil territoriali intendono anche, attraverso le segreterie nazionali, avviare “un’interlocuzione con il committente Poste Italiane, per approfondire ogni elemento che ha portato a una crisi così rapida e profonda in questa commessa assegnata da poco più di un anno, ricercando, con il supporto della committenza, una soluzione utile alla gestione della vertenza”.