Lazio: nel 2024 la nuova occupazione è calata dell’11% rispetto al 2023. In termini assoluti si è registrato un calo di circa 65 mila nuove attivazioni dei contratti di lavoro: dai 995 mila del 2023 ai 930 mila del 2024. È quanto emerge dall’analisi dei dati Inps sull’osservatorio del mercato del lavoro.

Si tratta di una contrazione che riguarda tutti i settori merceologici, “segno di una diffusa sofferenza del sistema produttivo ed economico del nostro territorio”, commenta in una nota la Cgil di Roma e del Lazio. 

Meno contratti, meno stabilità e meno ore di lavoro è la sintesi a tinte fosche del 2024 – continua la nota -. L’85% dei nuovi contratti infatti è con forme di rapporto di lavoro precarie; il part time, più diffuso tra le donne, è in aumento sia per le donne, che per gli uomini”.

Per la Cgil “a questo preoccupante contesto occorra dare una forte risposta pubblica, in termini di servizi e di politiche per l’occupazione stabile e di qualità. Per queste ragioni, abbiamo manifestato tutta la nostra preoccupazione nell’ultimo incontro con l’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni, e abbiamo chiesto delucidazioni in merito all’attuazione nel nostro territorio della riforma, nell’ambito del Pnrr, riguardante le politiche attive del lavoro, le nuove attività di formazione professionale per il reinserimento nel mercato del lavoro”.

Tuttavia, nonostante “le rassicuranti informazioni forniteci dall’assessorato rispetto allo stato di stanziamento e di spesa dei fondi destinati, abbiamo evidenziato che la situazione occupazionale e reddituale nella Regione Lazio rimane in uno stato di continuo peggioramento, rimarcando al contempo la necessità di accelerare sul potenziamento dei centri per l’impiego e mettere in campo azioni per la creazione di vera occupazione”, si legge ancora nella nota della Cgil di Roma e del Lazio.

Infatti, ad oggi “solo il 30 per cento delle assunzioni necessarie per i centri per l’impiego è stato effettuato”. Una situazione, prosegue il sindacato, “che ha ricadute negative sia sulle condizioni di lavoro del personale, sia per le cittadine e i cittadini che vi si rivolgono. In questo senso, anche sul programma Gol abbiamo chiesto chiarezza rispetto alle reale rioccupazione delle persone coinvolte che risulta essere bassissima rispetto alle risorse già spese, alle azioni formative già attuate e concluse e auspicando un’inversione di tendenza rispetto a quelle ancora da mettere in campo, che ci auguriamo possano portare un’effettiva trasformazione della formazione in occupazione".

Per tutte queste ragioni, prosegue la nota, “abbiamo chiesto e riteniamo sia improcrastinabile l’attivazione di un tavolo permanente con la sottoscrizione di un protocollo per le politiche attive, così come già fatto in passato. Siamo convinti che servano anche scelte per cambiare le leggi sul lavoro e che portino ad invertite il trend negativo che registriamo da anni a favore del lavoro stabile, dignitoso e di qualità a partire dai referendum dell’8 e 9 giugno”, conclude la nota della Cgil.