Le lavoratrici e i lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche scendono in piazza “per protestare contro l’inaccettabile stallo voluto dal ministero della Cultura che impedisce il rinnovo del contratto nazionale di lavoro non stanziando le risorse necessarie”. Lunedì 16 marzo dalle ore 11 si terrà una manifestazione nazionale a Roma promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal in piazza Santi Apostoli.

La manifestazione fa seguito a una settimana di presidi che lavoratrici e lavoratori hanno tenuto davanti alle Prefetture delle città sedi di Fondazioni lirico-sinfoniche e che ha coinvolto il Teatro Carlo Felice di Genova, Il Teatro Massimo e Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana a Palermo, il Teatro Verdi di Trieste, la Fenice a Venezia, la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli e altre istituzioni culturali.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro di cui si parla è quello 2022-2024, peraltro necessario a dare seguito agli impegni assunti nel precedente triennio, dopo oltre vent’anni di mancati rinnovi contrattuali.

I sindacati “denunciano l’assenza di risposte da parte del ministero della Cultura che resta silente nonostante più volte sollecitato ad aprire un confronto sui problemi che bloccano il settore”.

Le principali criticità della vertenza riguardano: l’assenza di certezze sugli stanziamenti economici per il rinnovo contrattuale; la mancata apertura di un reale confronto sulla riforma del Codice dello Spettacolo; la richiesta di escludere il settore dai vincoli della Legge 207/2024 sul turnover, che limita le assunzioni al 75% della spesa del personale cessato e rischia di aggravare la già cronica carenza di organico nelle Fondazioni.

Nonostante gli organici funzionali delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche siano stati recentemente certificati dal ministero della Cultura, le istituzioni continuano a ignorare le istanze di migliaia di artisti, tecnici e amministrativi che garantiscono la diffusione della cultura lirica, sinfonica e del balletto.

Dopo il 16 marzo i sindacati "si riservano di intensificare le iniziative di mobilitazione fino allo sciopero del settore qualora dovesse proseguire l’attuale situazione di totale, incomprensibile paralisi”, concludono.