Sono degli ultimi due giorni le notizie di due femminicidi avvenuti nei confronti di due studentesse di università italiane, gli ennesimi degli ultimi anni. A seguito dei due episodi la Ministra dell’Università Bernini si è espressa con parole di cordoglio, mostrando il proprio dispiacere e vicinanza nei confronti dei familiari delle vittime. “Una risposta a metà” per l’Unione degli universitari, che lamenta l’assenza di forme di prevenzione e gestione delle denunce negli spazi universitari.

Dichiara Sabrina Loparco: “Tra le responsabilità di un ministero c’è anche quella di contribuire a creare le migliori condizioni possibili per le persone che si rappresenta. È inutile mostrare vicinanza e dispiacere se non si fa nulla di concreto sul lato universitario. Non sono basatati tutti i casi registrati di molestie e violenze a smuovere il ministero affinché attivasse una rete di supporto e prevenzione nelle Università. Non sono bastati a fare un solo passo verso la creazione di spot antiviolenza nei pressi degli atenei, a strutturare un sistema di supporto psicologico che funzionasse realmente, a riconoscere il problema come sistemico e a individuare una soluzione altrettanto sistemica. Abbiamo alle spalle una proposta di legge sul supporto psicologico e uno studio approfondito sulla sicurezza degli spazi, ma anche questi sono caduti nel vuoto”.

Anche il Consiglio nazionale degli studenti universitari aveva già deliberato e richiesto l’impegno del ministero nei confronti di misure concrete di formazione e prevenzione, dichiara Alessia Conti, Presidente del Cnsu: "Non vogliamo trovarci a piangere la scomparsa di nessun'altra donna, nessun'altra compagna di corso, il governo deve dare una risposta concreta subito. Il Consiglio lavora da tempo sul tema delle violenze di genere e ha chiesto un impegno al ministero dell'Università su percorsi di formazione già un anno e mezzo fa. Non bastano le lacrime quando scompare una giovane donna a causa di un femminicidio, non ci basta qualche dichiarazione, serve agire celermente, garantendo a tutta la componente universitaria una formazione trasversale sull'educazione alla sessualità e all'affettività."

“È il momento dei fatti, l’università ha una responsabilità importantissima in questa partita, dal canto nostro, continueremo a ricordarlo in tutte le sedi possibili”, conclude l’Udu.