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Tutti e tutte insieme per l’evento di chiusura della campagna per il No: appuntamento mercoledì 18 marzo alle 17 in Piazza del Popolo a Roma. Le forze in campo per il No al referendum del 22 e 23 marzo si ritrovano all’evento finale, per difendere la giustizia, la Costituzione, la democrazia. In diretta su Collettiva.
IN EVIDENZA
18:56
Bachelet: "La 'bestia nera' del governo è l'Articolo 1"
18:39
Schlein (Pd): "No a una riforma sbagliata"
17:44
Landini: "Questa è la piazza della consapevolezza collettiva"
"Un Paese di sana e robusta Costituzione", l'inedito di Daniele Silvestri chiude la giornata
Ilaria Vinattieri (studenti per il No): "Hanno paura del nostro voto"
"Votare costa più di 200 euro in questo Paese: il voto non è più un diritto, ma è diventato un privilegio. Siamo le studentesse e gli studenti che negli scorsi giorni sono stati al fianco di Veronica, la ragazza fuori sede che, prima davanti al Ministero della Giustizia e poi davanti a Montecitorio, si è seduta per chiedere una cosa molto semplice: poter votare". Così Ilaria Vinattieri, Comitato studenti e studentesse per il NO.
"Veronica, come tantissimi di noi, lavora per permettersi di studiare. Lo facciamo perché vogliamo contribuire al nostro Paese, ma troppo spesso tenere insieme i sogni e la realtà diventa impossibile. Il sistema del diritto allo studio è sempre più fragile: un affitto costa più di 650 euro, mentre i nostri lavori diventano sempre più precari. Due giovani su tre votano No. Hanno paura del nostro voto." d.o.
Bachelet: "La 'bestia nera' del governo è l'Articolo 1"
"Abbiamo galoppato per mesi, passando da una situazione iniziale disperata a un pareggio. Come ha detto ieri Landini, siamo 50 a 50: dobbiamo arrivare al 51 a 49 e c’è ancora da fare per i prossimi giorni". Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No. "Ho accettato questo impegno perché non è una bega tra magistrati e politici, e non riguarda solo le prossime elezioni: ha a che fare con i miei figli e i miei nipoti, con le prossime generazioni, perché la Costituzione dura, mentre i governi passano".
Prosegue: "Questa campagna è stata una straordinaria occasione di formazione. Siamo stati costretti a riappropriarci del contenuto e della storia della nostra Costituzione, combattendo una battaglia contro l’analfabetismo costituzionale di ritorno e contro pulsioni assolutiste e reazionarie".
"Dagli articoli più complicati sulla magistratura siamo risaliti, alla fine, all’Articolo 1, che è la vera 'bestia nera' di questo governo: 'L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione'. Questo governo non vuole avere limiti; ha la tendenza a rifiutare ogni controllo. È stata un’emozione vedere la luce della Costituzione riaccendersi negli occhi dei ragazzi e in quelli dei miei coetanei che, anche col bastone, si sono mobilitati per la loro vecchia, cara Costituzione repubblicana e non repubblichina." d.o.
Massa (Arci): "La democrazia non è una formalità"
"Non credo che siamo qui solo per chiudere una campagna referendaria; siamo qui per ribadire qualcosa di più profondo: che la democrazia non è una formalità, non è una procedura né un passaggio tecnico di cui devono occuparsi solo alcuni. La democrazia è una pratica viva. Quando qualcuno, per di più da una posizione di potere, prova a cambiare le regole senza dirlo fino in fondo, difenderle diventa una responsabilità collettiva." Così Walter Massa (Arci).
"Questa riforma è stata raccontata tante volte come un intervento tecnico, un aggiustamento necessario per far funzionare meglio le cose. Nulla di tutto ciò sta accadendo, e lo sappiamo ancora meglio oggi dopo ciò che è emerso con il quesito referendario: quando la Cassazione è intervenuta, ha semplicemente fatto emergere la verità. Non siamo davanti a un dettaglio, ma a un cambiamento costituzionale profondo. Allora la domanda che ci siamo posti in tanti è: perché hanno provato a nasconderlo? Perché si è tentato di rendere meno evidente ciò che si voleva davvero cambiare? La risposta è semplice: perché questa riforma non avrebbe retto alla luce piena del dibattito pubblico." d.o.
Schlein (Pd): "No a una riforma sbagliata"
"Questa non è una riforma che migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini italiani; lo dice anche il Ministro Nordio: questa riforma non accelera i processi, non assume il personale che manca e non stabilizza i 12.000 precari della giustizia che il governo rischia di lasciare a casa da giugno. È una riforma che non tocca i nodi strutturali. La giustizia si può migliorare, ma non lo si fa mettendo i giudici sotto il controllo del governo: questo è il nostro primo grande No". Così Elly Schlein, segretaria del Pd.
"È una riforma che spacca e 'sorteggia' il Consiglio Superiore della Magistratura, a cui i nostri Costituenti hanno affidato il compito delicatissimo di garantire l’indipendenza dei giudici. L’indipendenza non tutela i giudici, ma tutela tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto quelli che non hanno i soldi o il potere per cavarsela comunque. Solo un giudice indipendente può assicurare che la legge sia uguale per tutti.
A cosa serve, allora, questa riforma? Ce lo spiegano i ministri e la Presidente Meloni: il sottosegretario Mantovano ha detto che serve a 'riequilibrare i rapporti tra la politica e la magistratura'. Non è difficile immaginare a favore di chi. Al governo c’è chi pensa di poter scegliere chi può fare il giudice e chi no, a seconda che ne gradiscano o meno le decisioni. Noi diciamo no a un modello in cui si vuole assoggettare la magistratura al potere politico."
"Non e' normale sentire la presidente del consiglio di questo paese dire che se vince il No saranno strappati i bambini alle madri e ci saranno gli stupratori nelle strade. Sono loro ad avere liberato uno stupratore quando hanno rimpatriato Almasri. Noi vinceremo le prossime elezioni, ma pensiamo che anche chi governa deve essere sottoposto a controlli di legalita'. Teniamoci stretta questa Costituzione antifascista". d.o.
Bonelli (Avs): "C'è un'inarrestabile avanzata del No"
"Lo dobbiamo ai nostri padri e madri costituenti: non possiamo permettere questo sfregio nei confronti della nostra Costituzione. C'è un'inarrestabile avanzata del No perché c'è un'inarrestabile indignazione del popolo italiano di fronte alle bugie inaccettabili della Presidente del Consiglio". Così Angelo Bonelli, segretario dei Verdi (Avs).
"Questa reazione la stiamo vedendo nelle piazze e nei mezzi pubblici: le persone si stanno rendendo conto di cosa c'è davvero dietro questa riforma. Lo abbiamo già visto con la riforma della Corte dei Conti, che ha garantito impunità a quella politica che malversa il denaro pubblico; lo abbiamo visto con la riforma della giustizia che ha eliminato l'abuso d'ufficio, facendo un regalo ai colletti bianchi. Lo abbiamo visto, infine, con la riduzione delle intercettazioni e con gli attacchi ai magistrati, che sono diventati inaccettabili. Chi governa sta cercando di smantellare i controlli per agire indisturbato." d.o.
Conte (M5S): "Questa è una riforma truffa"
"Questa è una riforma truffa architettata per sottrarre alla magistratura l'autogoverno. Il tema qui non è dire che l'autogoverno funzioni alla perfezione; non possiamo tacere che ci siano state derive correntizie e che il rischio persista. Ma se la politica vuole davvero riformare la magistratura, non può e non deve prenderci in giro". Così Giuseppe Conte, leader del M5S.
"Diciamo chiaramente che la separazione delle carriere riguarda appena lo 0,4% del totale dei magistrati e già oggi, lo sappiamo, si può passare da una funzione all'altra una sola volta. Se avessero voluto perseguire solo questo obiettivo, avrebbero potuto farlo con una norma ordinaria: non serviva modificare sette articoli della Costituzione. La verità è un’altra: è un progetto politico che nasce da un'onda lunga, da sempre cara al centrodestra. Chi ha responsabilità di governo non accetta il controllo di legalità; non accetta che si realizzi compiutamente il principio fondamentale dello Stato di diritto e il cardine di un ordinamento democratico: la legge è uguale per tutti. Ci vogliono far tornare indietro nel tempo, ai tempi dell'Antico Regime, quando un monarca o un sultano aveva il potere di dettare le leggi ma non era assoggettato ad esse. Noi invece ribadiamo che la legge è uguale per tutti, anche per i politici." d.o.
Caridi: "Dalle piazze per Gaza alla difesa dello Stato: la Costituzione tiene tutto insieme"
"Credo che questi ultimi due anni e mezzo — gli anni del genocidio di Gaza, ma anche delle guerre coloniali dal Libano all’Iran — ci abbiano detto molto sulla partecipazione. Siamo tornati in piazza come non succedeva da almeno vent’anni: abbiamo rimesso piede nello spazio pubblico e in molti vogliamo rimanerci, senza rientrare nelle case. E non lo facciamo solo per le manifestazioni per Gaza e per i palestinesi, ma per i gesti compiuti nei margini e nei bordi di questo nostro Paese, nei piccoli paesi e nelle campagne. La giustizia internazionale e la giustizia in ogni singolo Paese non riguardano la 'nazione', ma lo Stato: lo Stato che è di tutti. Per quanto mi riguarda, è la Costituzione a tenere tutto assieme, perché la sua architettura contiene ogni cosa, a patto che non ne venga indebolita la struttura." Così la giornalista e scrittrice Paola Caridi. d.o.
Fratoianni: "L'assalto alla Costituzione rivela l'allergia della destra ai controlli"
"In questa campagna elettorale ho sentito dire che forse non bisogna politicizzare troppo la discussione. Io vi devo confessare che non sono d’accordo: penso che questa vicenda sia interamente politica. Questa controriforma rivela fino in fondo la natura politica dell’assalto alla Costituzione che il governo della destra ha serrato". Così Nicola Fratoianni, Avs.
"C’è poco da girarci intorno: quelli del fronte del 'Sì' ci dicono che non è vero che vogliono colpire l’indipendenza della magistratura e, per dimostrarlo, ci dicono di leggere il testo della riforma dove non c'è scritto. Vorrei comunicare a Carlo Nordio, a Giorgia Meloni e alla maggioranza di governo che neanche in Ungheria hanno scritto che i giudici non sono liberi; neanche nella Repubblica Iraniana c’era scritto che la magistratura non era libera ma sottoposta al controllo del potere".
"Quando vuoi colpire l’indipendenza dei giudici non lo scrivi, lo fai. E se colpisci il CSM, l’organismo costituzionale immaginato a presidio dell’autonomia della magistratura, stai realizzando esattamente quel programma. Lo fanno perché sono allergici a ogni forma di controllo; sono intolleranti a qualsiasi cosa alluda all'idea che, anche se hai vinto le elezioni, anche se comandi e sei potente, devi comunque avere dei limiti." "Rimandiamo al mittente questa controriforma". d.o.
L'intervento di Maurizio Landini
Landini: "Referendum e democrazia, due pesi e due misure del Governo"
"Nei mesi scorsi la CGIL, dopo aver raccolto le firme, è andata al referendum. Quel referendum non ha raggiunto il quorum, nonostante 13 milioni di persone siano andate a votare per cancellare leggi sbagliate. Mi colpisce un punto che vorrei condividere con voi: proprio la Presidente del Consiglio e determinate forze politiche si sono inventate l'invito alle persone di andare al seggio ma di non ritirare la scheda. In questo modo hanno impedito che il voto di 13 milioni di persone potesse cancellare la precarietà per i giovani e cambiare la legge sulla cittadinanza, in una consultazione che ha visto 5 milioni di giovani mobilitarsi.
Mi fa sorridere sentire in questi giorni che chi allora ha invitato a non votare — impedendo di migliorare la condizione di vita di milioni di persone — oggi arrivi a dire che, se al prossimo referendum dovesse votare meno del 50%, l'esito non sarebbe legittimo. Siamo di fronte a un passaggio paradossale: quando si trattava di migliorare davvero i diritti dei lavoratori, hanno detto di non votare; oggi chiedono di andare alle urne non per aumentare i diritti, ma per cancellare l'autonomia della magistratura. Vogliono un governo senza controlli e senza vincoli, liberi di agire senza contrappesi: non è questa l'idea di democrazia che noi vogliamo difendere." d.o.
Landini: "Questa è la piazza della consapevolezza collettiva"
"Siamo di fronte a una tendenza esplicita in cui la forza, la violenza e la guerra si sostituiscono al diritto e alla democrazia; per questa ragione dobbiamo partire dalla difesa e dall’applicazione della nostra Costituzione. Siamo in presenza di un tentativo esplicito di mettere in discussione la Carta Costituzionale che viene da lontano: hanno tentato con l’autonomia differenziata per dividere il Paese e sono venuti avanti con i decreti sicurezza che rischiano di mettere in discussione diritti e libertà". Così il leader della Cgil Maurizio Landini.
"Anche la questione della giustizia viene affrontata al rovescio. Noi chiediamo che si superino le lentezze, che si facciano i processi — come quello per i morti sul lavoro. Il non funzionamento della giustizia non lo risolvi togliendo l’autonomia e l’indipendenza alla magistratura; lo risolvi facendo le assunzioni, rendendo stabili i precari e investendo in tecnologia, ma di tutto questo non si sta facendo nulla".
"L'autonomia e l'indipendenza della magistratura nascono dai padri costituenti proprio per impedire che accadesse ciò che era successo durante il fascismo, quando la magistratura era al servizio del governo e non della difesa dei diritti e della centralità della persona. La Costituzione fu votata da più del 90% dell’Assemblea Costituente perché è la carta che unisce tutti gli italiani e mette al centro il lavoro, la giustizia sociale e il diritto alla giustizia. Mettere in discussione questa Carta vuol dire rompere l'unità del Paese." d.o.
Angela Verdecchia (studenti): "In piazza per difendere l'idea di democrazia su cui è nata la Repubblica
"80 anni fa questo Paese non nasceva solo come una Repubblica; nasceva come un’idea di democrazia. Dopo il fascismo, la guerra, la miseria e la violenza, nasceva la possibilità di immaginare uno Stato che non fosse fondato sulla paura, sull’obbedienza cieca o sul privilegio di pochi. Nasceva il cammino costituente che avrebbe dato all’Italia la sua Costituzione. Mi chiamo Angela, ho vent’anni e sono una studentessa. Sono qui oggi perché se la mia voce, il mio impegno e la mia partecipazione — insieme a quella di ognuno di voi e al percorso costruito in questi mesi — possono servire a difendere l’idea di Paese su cui questa Repubblica è stata edificata, allora so che non c’è altro posto in cui potrei o dovrei essere." Così Angela Verdecchia, Udu - Rete Studenti Medi. d.o.
Gualtieri sul palco con la delegazione dei sindaci di Ali (Autonomie locali italiane)
Gualtieri: "Una riforma inutile e pericolosa che non aiuta la giustizia"
"In molti Comuni d'Italia stiamo facendo campagna per il No, perché la giustizia è fondamentale per chi amministra, ma lo è ancora di più per i cittadini. Essi hanno il diritto a un controllo di legalità su chi governa i propri territori; noi vogliamo una giustizia che funzioni davvero". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Penso che, nonostante la propaganda e la disinformazione, la realtà stia emergendo con estrema chiarezza grazie all'impegno del comitato per il No, delle associazioni, dei partiti e dei tanti sindaci mobilitati. Questa è una riforma inutile, ingannevole, sbagliata e pericolosa. È inutile perché non affronta i veri problemi della giustizia italiana. Non interviene sulle reali necessità: la carenza degli organici, le sedi fatiscenti, la lunghezza eccessiva dei processi e la mancanza di dotazioni informatiche per i magistrati. Nonostante si continui a parlare della necessità di cambiare, questa riforma ignora completamente le priorità strutturali del sistema." d.o.
Pagliarulo (Anpi): “Vogliono impedire controlli di legalità”
"Vogliono impedire alla magistratura di fare il suo mestiere, altro che riforma della giustizia. Ecco la ragione dell’allarme dell’Anpi. Questo governo, notate, è entrato in conflitto con la magistratura ordinaria, lo sappiamo, ma non solo: anche con la Corte dei conti, con la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la Corte europea dei diritti dell’uomo, con la Corte penale internazionale, cioè con tutte le istituzioni la cui missione è il controllo di legalità. Si tratta della ciliegina sulla torta in questo orribile tempo di guerra, in cui alla forza del diritto si sostituisce il diritto della forza". Così Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi. d.o.
Rosy Bindi: è stata una grande campagna per il No
Rosy Bindi sul palco: "Ho fatto la mia piccola parte come tanti. Penso che dobbiamo ringraziarci a vicenda perché è stata una campagna referendaria molto bella e partecipata. Erano anni che non incontravo così tante persone che partecipano. Abbiamo compreso la riforma e riflettuto sulla politica, perché a noi sta a cuore la nostra Costituzione. Non abbiamo usato toni propagandistici, ci siamo sentiti umiliati dal fatto che si strumentalizzano bambini e famiglie, le persone più deboli. Ogni dieci anni si prova a cambiare la Costituzione: c'è chi la vuole cambiare e chi l'ha salvata, l'abbiamo fatto due volte e lo faremo anche stavolta". edn
Cioffredi, Libera: tuteliamo i magistrati che combattono la mafia
"Siamo qui per una scelta di campo, perché quando si parla di giustizia, di mafia non esiste neutralità: esiste solo responsabilità. Quando difendiamo l'autonomia della magistratura difendiamo la possibilità che in questo Paese si possano indagare i potenti, difendiamo la possibilità di indagare su mafia, politica e affari. La mafia non è solo violenza, è relazione e sistema: per scoperchiarlo serve una magistratura libera davvero. Ricordiamo i 27 magistrati uccisi da mafie e terrorismo: li hanno uccisi perché erano liberi, non si fermavano e indagavano dove non si poteva. Possiamo accettare che quella libertà vada indebolita? Assolutamente no".Sono le parole di Gianpiero Cioffredi di Libera. edn
Acerbo, Rifondazione: votare No per difendere la Costituzione
"Oggi abbiamo portato la nostra enorme bandiera della pace perché viviamo tempi di guerra: come sapevano le madri e i padri della Costituzione, le guerre producono svolte autoritarie e fascismi". Lo afferma Maurizio Acerbo, Rifondazione. "Per questo invitiamo a votare no, per difendere un gioiello della nostra Costituzione, l'autogoverno della magistratura. Madri e padri costituenti l'hanno voluto perché hanno visto nascere il fascismo. A chi dice basta citare il pericolo fascista, rispondiamo chiedendoci: come si può dire che non c'è pericolo autoritario dopo i morti di Minneapolis e le guerre autoritarie di Trump? Votiamo no per non passare da Rogoredo a Minneapolis, il passo è breve ma vogliamo impedirlo". edn
Manfredonia, Acli: mai indebolire l'autonomia della magistratura
Così dal palco il presidente delle Acli, Emiliano Manfredonia: "Oggi lo stato di diritto è sotto attacco costante: le piattaforme creano nuovo caporalato, mentre i padroni accumulano patrimoni enormi. Chi è intervenuto a difesa dei lavoratori? Un giudice". Siamo immersi in un mondo in guerra "che ha distrutto il diritto internazionale - aggiunge -. In tutto ciò noi vogliamo indebolire l'autonomia e l'indipendenza di un giudice? No. Se si vuole fare una riforma, bisogna rafforzare l'autonomia della magistratura, al contrario di ciò che sostiene il governo; non si fa dividendo un organo costituzionale come il Csm, né col gratta e vinci del sorteggio". Quindi in conclusione: "La Costituzione si cambia insieme: è questa la lezione dei nostri padri costituenti". edn
PiJi apre la serata: "C'è chi dice No"
La serata, condotta da Benedetta Tobagi e Massimo Cirri, viene aperta dalla canzone di PiJi: "C'è chi dice No". L'artista alla fine dice: "Viva la Costituzione!"
Tutto pronto per il popolo del No
Tutti in Piazza del Popolo a Roma. Sta per iniziare la grande manifestazione di chiusura della campagna per il No al referendum del 22 e 23 marzo. La piazza è piena.

























