Adesione dell’80%, i magistrati e le magistrate non hanno presenziato alle udienze, se non a quelle indifferibili, non hanno svolto tutte quelle attività che quotidianamente li vedono impegnati anche quando non sono in aula per l’esercizio della giustizia, ma non sono stati a casa. In ogni città si sono tenuti flash mob e assemblee aperte a cittadini e cittadini con un unico filo conduttore, la difesa della Costituzione. Sulle spalle le toghe, appuntata in petto una coccarda tricolore, in mano la Carta antifascista nata dalla Resistenza. Quella Carta che fonda la Repubblica sul lavoro e sulla separazione dei poteri, che afferma che tutti i cittadini e le cittadine sono uguali davanti alla legge e sono sottoposti al controllo di legalità esercitato dal potere giudiziario.

La Cgil c’è

"Oggi siamo al fianco delle magistrate e dei magistrati in sciopero e sosteniamo pienamente le ragioni della loro protesta". È quanto ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Con la nostra presenza alle assemblee organizzate in occasione dello sciopero generale, tutte molto partecipate - ha proseguito -, ribadiamo la ferma intenzione della Cgil di difendere la Costituzione e il principio di eguaglianza di cittadine e cittadini di fronte alla legge, che la riforma costituzionale mina alla radice. Il rischio concreto - conclude Landini - è che i provvedimenti del governo facciano arretrare pericolosamente la qualità della nostra democrazia”.

Assemblee aperte

Assemblee aperte a quanti si sono posti al fianco di chi oggi ha scioperato perché preoccupati della messa in discussione che la riforma costituzionale della magistratura ma anche altri provvedimenti voluti dal Governo Meloni portano alla democrazia italiana. Dirigenti della Cgil hanno partecipato in ogni territorio alle diverse manifestazioni. A Napoli è intervenuta Lara Ghiglione, segretaria nazionale della Cgil.

(Video a cura di Mattia Carpinelli)

Tanti al fianco dei magistrati

Uomini e donne di spettacolo, come ad esempio Antonio Albanese che ha partecipato all’assemblea di Genova leggendo alcuni brani tratti da scritti del padre costituente Piero Calamandrei, e poi scrittori come Gianrico Carofiglio intervenuto a Roma e Maurizio De Giovanni a Napoli. Il segretario dell’Anm Rocco Maruotti ha letto in apertura dell’assemblea romana i messaggi del musicista Nicola Piovani e della scrittrice Daria Maraini.

Vittorio Di Trapani, presidente della Fnsi, ha affermato: “Doveroso esprimere vicinanza e solidarietà a chi ha deciso legittimamente di protestare per difendere non un interesse corporativo ma valori costituzionali a garanzia di tutti i cittadini”. “Il governo – ha aggiunto Di Trapani - mostra una crescente insofferenza nei confronti di tutti gli organi e i poteri di controllo. Lo fa nei confronti della magistratura. Lo fa nei confronti dell’informazione. L’obiettivo è lo stesso: stravolgere la Costituzione, sottoporre le procure al controllo del governo, stringere il bavaglio alla libertà di stampa”.

Le ragioni dello sciopero

"Non è uno sciopero contro qualcuno ma a difesa di una serie di principi della Costituzione in cui fermamente crediamo e che sono fondamentali per i cittadini. È tutto fuorché una difesa di casta. Noi non difendiamo nessun privilegio". Lo ha detto il presidente dell'Anm Cesare Parodi intervistato da Radio 24. Mentre la presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano mentre manifestava sulle scale della Cassazione a Roma ha affermato: “Mi pare che gli obiettivi di questa riforma siano molto chiari. Io ritengo che sia una riforma tesa a ridimensionare l’indipendenza della magistratura nel suo complesso non solo del pubblico ministero. Scioperiamo per cercare di far conoscere ai cittadini le conseguenze di questa riforma della giustizia”.

La mobilitazione non si ferma

Sono gli stessi magistrati e magistrate che hanno scioperato oggi a ribadirlo attraverso le parole del neo presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi che ha affermato: “È importante ribadire che quella dello sciopero è solo una tappa di un impegno più ampio di sensibilizzazione su questa riforma che contestiamo con nettezza”.

A loro fianco ancora la Cgil: “Con la nostra presenza alle assemblee - ha affermato Alessio Festi, responsabile legalità della Cgil - tutte molto partecipate, organizzate dalle magistrate e magistrati in occasione dello sciopero generale, affermiamo la ferma intenzione della Cgil di difendere la Costituzione e il principio e di eguaglianza di cittadine e cittadini di fronte alla legge che la riforma costituzionale mina alla radice. Il rischio concreto è che i provvedimenti del governo facciano arretrare pericolosamente la qualità della nostra democrazia”.

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