L'educazione sessuo-affettiva nelle scuole è diventata un tema centrale di discussione negli ultimi anni, in particolare per il ruolo cruciale che le scuole possono svolgere nell'informare e sensibilizzare le nuove generazioni. “Sebbene ragazzi e ragazze ne parlino ormai più apertamente con le famiglie – spiega Antonella Inverno (Save the Children) – spesso i discorsi si limitano a temi come la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili o i comportamenti a rischio”.

Purtroppo, non si affrontano in modo completo le emozioni legate alla sessualità o le pratiche sessuali. Per questo motivo la scuola potrebbe diventare un valido alleato delle famiglie nell'educare i giovani alla sessualità in modo consapevole ed equilibrato. Per Manuela Calza (Flc Cgil) “è opportuno che le scuole vengano messe nelle condizioni di avviare dei percorsi di educazione sessuale e affettiva. Oggi già molte scuole agiscono in questo senso, con le poche risorse che hanno a disposizione”. 

L’indagine di Save the Children

Un'indagine qualitativa condotta da Save the Children ha rivelato la carenza di informazioni accurate sulle relazioni intime tra adolescenti. Le scuole, dunque, devono essere messe nelle condizioni di avviare percorsi educativi efficaci sull'affettività e la sessualità, in modo che ragazzi e ragazze possano acquisire consapevolezza e conoscenza.

Molti giovani non possiedono le competenze per riconoscere e contrastare atteggiamenti discriminatori o violenti. Discriminazioni legate all'orientamento sessuale, al sessismo o al body shaming sono ancora diffuse tra gli adolescenti. Affrontare questi temi a scuola potrebbe rappresentare un passo fondamentale per prevenire tali problematiche, promuovendo una cultura del rispetto e della consapevolezza.

Secondo quanto emerge dal rapporto di Save the Children, l'Italia è tra gli ultimi Paesi in Europa a non aver ancora reso obbligatoria l'educazione sessuale nelle scuole. Quasi tutte le nazioni europee hanno già introdotto questa materia, riconoscendone l'importanza per la crescita sana e consapevole dei giovani. Pertanto è fondamentale che si continui a spingere affinché il tema venga trattato con la serietà che merita, con politiche basate su dati concreti e progetti direttamente rivolti ai ragazzi e alle ragazze. Solo così si potrà garantire un futuro di maggiore rispetto, consapevolezza e uguaglianza.

L’educazione sessuo-affettiva per contrastare la violenza

La violenza di genere tocca diverse fasce d’età, compresa quella giovanile. È quindi urgente occuparsi di prevenzione, affinché le nuove generazioni possano essere educate a riconoscere e contrastare le diverse forme di violenza, che non si limitano alla violenza maschile contro le donne, ma includono anche l’omotransfobia e il bullismo.

Organizzazioni come Scosse si adoperano per portare nelle scuole attività formative, laboratori e momenti di riflessione che coinvolgano non solo gli studenti, ma anche le famiglie e gli insegnanti. Con approcci metodologici attivi, si cerca di stimolare il dialogo e la condivisione di esperienze, creando campagne di sensibilizzazione e strumenti educativi (come albi illustrati) in grado di favorire una comprensione profonda e condivisa delle tematiche di genere.

Nel podcast il racconto di Caterina, attivista dell’associazione.

L’obiettivo è ampliare gli orizzonti, offrendo nuovi modelli relazionali e promuovendo una cultura del rispetto che vada oltre le convenzioni sociali. La scuola rappresenta un ambito cruciale per questo intervento, non solo perché è il luogo dove si formano i futuri adulti, ma anche perché è un contesto dove è possibile contrastare stereotipi e modelli relazionali dannosi, tipici della matrice patriarcale.

In Italia, purtroppo, la risposta normativa a questi temi è frammentata e carente. La mancanza di una vera educazione affettiva e relazionale rende difficile il contrasto alle violenze di genere, mentre il dibattito spesso si concentra solo sul rispetto per la donna, senza considerare l'intero sistema di potere che alimenta la violenza. Decostruire questi rapporti di potere implica un cambiamento radicale nell'educazione, favorendo una riflessione critica sulle consuetudini sociali, le aspettative e le emozioni che definiscono i rapporti tra i generi.