Dal 2019 al 2024 gli affitti in Italia sono aumentati del 30-40 per cento. Un trend al rialzo che dal periodo pre-Covid non si ferma e che è confermato da un’analisi effettuata da Lavoce.info sulle città italiane con più di 250 mila abitanti, prendendo a base i dati dei portali Idealista e Immobiliare, e dell’Osservatorio del mercato immobiliare.

“Niente di nuovo rispetto a quello che andiamo sostenendo e dennciando da anni – affermano in una nota congiunta Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia e Pietro Pellegrini, presidente Uniat -. Si consideri che nello stesso periodo i redditi delle famiglie non sono aumentati e che l’inflazione li ha ulteriormente penalizzati, mentre sul fronte delle politiche governative per due anni non sono state stanziate risorse per i fondi di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole”.

Per il 2025 la legge di bilancio approvata a fine anno prevede uno stanziamento esclusivamente per la morosità incolpevole di soli 10 milioni di euro, portati a venti per il prossimo 2026: l’ultimo stanziamento del governo Draghi era stato pari a 50 milioni di euro.

“Purtroppo questo non può che aggravare l’emergenza abitativa e aumentare gli sfratti – proseguono i rappresentanti di Sunia e Uniat -: sono circa 40 mila i provvedimenti di rilascio emessi per il 2023, di cui l’80 per cento per morosità incolpevole, e 74 mila richieste di esecuzione forzata, in base ai dati del ministero dell’Interno. La ricerca di Lavoce.info conferma la crescita delle locazioni brevi. Oggi l’offerta di questa tipologia supera i 640 mila alloggi, pari al 72 per cento del mercato”.

In assenza di una regolamentazione da parte dei Comuni, fanno notare i sindacalisti, il ricorso a questa tipologia ha ridotto sensibilmente l’offerta di alloggi con contratti di lunga durata a canoni sostenibili rivolti a lavoratori, studenti fuori sede, precari, pensionati e famiglie monoreddito. Dai dati forniti dalla Corte dei Conti, a fronte di 2 milioni 200 mila famiglie in condizione di povertà assoluta, sono circa un milione quelle che vivono in affitto.

“Nel riaffermare il diritto alla casa come diritto fondamentale – concludono Chiappelli e Pellegrini -, chiediamo al governo di aprire un confronto con le parti sociali per l’adozione di un nuovo piano casa con provvedimenti che tra le priorità prevedano un adeguato rifinanziamento dei fondi di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole, un finanziamento mirato per l’edilizia residenziale pubblica e sociale, misure fiscali per calmierare i canoni di mercato, una regolamentazione del mercato delle locazioni brevi con poteri reali ai Comuni e un programma di residenze universitarie pubbliche con adeguata adozione di un fondo”.