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Non si chiama più alternanza scuola-lavoro ma Pcto: eppure continua a fare danni. Molto seri. Questa mattina (27 febbraio) a Rieti uno studente minorenne ha subìto una frattura multipla al braccio, mentre operava su un tornio in un’azienda che si occupa della lavorazione del ferro per l’edilizia e meccanica di precisione. “Non è la prima volta che uno studente si ferisce durante il Pcto ed è vergognoso”, dichiara Paolo Notarnicola, Coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi“.
Secondo le prime ricostruzioni un guanto sarebbe stato catturato dalla macchina che ha trascinato il braccio del ragazzo, causando il grave infortunio. Il giovane è poi stato trasportato in ospedale.
"La notizia di oggi è terribile, non possiamo più accettare che la scuola pubblica legittimi un sistema in cui studenti minorenni prestino ad aziende manodopera gratuita e senza tutele, non possiamo più accettare che la scuola educhi alla precarietà e allo sfruttamento. Non vogliamo piangere un altro coetaneo e compagno di classe, che la scuola dovrebbe tutelare. Non ci stiamo: Valditara deve abolire il Pcto: le vittime sono già troppe, non ne servono altre”, attacca.
"Ogni volta che un lavoratore si ferisce o muore sul lavoro avviene un'ingiustizia gravissima, ma quando a farsi male è uno studente, per di più minorenne, l'ingiustizia è doppia”, commenta Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli studenti medi del Lazio.
Che aggiunge: “Chi si fa male non è un lavoratore perché non viene retribuito, non ha nessun tipo di tutela sindacale o diritto. Non si può accettare che un ragazzo di appena 16-17 anni si ritrovi a rischiare di perdere un arto per lavorare mentre dovrebbe essere a scuola. Vogliamo che i Pcto vengano immediatamente aboliti".
Cgil: “Uno studente non deve rimanere vittima di infortuni”
“Nel denunciare l’ennesimo infortunio sul lavoro che stavolta ha coinvolto uno studente impegnato nei progetti di alternanza scuola-lavoro in un'azienda metalmeccanica del Nucleo Industriale, chiediamo nuovamente che vengano prese misure efficaci di contrasto all’insicurezza nei luoghi di 'studio' e lavoro”. Così, in una nota, la Cgil e la Flc Cgil di Rieti Roma Est Valle dell'Aniene, insieme alla Cgil di Roma e del Lazio, alla Rete degli Studenti Medi e ai Giovani Democratici della Provincia di Rieti.
“A quanto è dato di sapere – continua la nota – lo studente si trova ora in sala operatoria e ancora non si conoscono gli esiti dell'infortunio di questa mattina.
Se però non abbiamo certezze sulla regolarità dell’azienda in cui era impegnato e sulle modalità di svolgimento del progetto, di una cosa siamo certi: che uno studente non deve rimanere vittima di un infortunio”.
“Siamo certi, inoltre, che l'alternanza scuola lavoro, per come è costruita, ha provocato morti e messo più volte a rischio la sicurezza e la salute dei ragazzi e che bisogna riformare questo sistema scolastico che mette a repentaglio la salute e, nei casi più gravi, la vita degli studenti. Siamo certi, infine, che le nostre denunce su un sistema che non funziona non sono state ascoltate. Abbiamo invece molti dubbi sulle procedure di sicurezza all’interno dei posti di lavoro, come dimostrato dal numero degli infortuni che colpiscono i lavoratori, e anche sull’opportunità di mandare i ragazzi in posti pericolosi”.
“Nel manifestare tutta l’indignazione possibile per questo ennesimo episodio che mette a rischio la vita degli studenti e nel manifestare solidarietà a Samuele e alla sua famiglia, ci impegneremo a mettere in campo ogni azione possibile a tutela della salute di studenti e lavoratori”, conclude la nota.