Da piazza della Repubblica a San Giovanni, a Roma. È in programma oggi pomeriggio il corteo nazionale No Kings Italy “contro i re e le loro guerre” e per ribadire “no all’autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione”, oltre al “no al governo”. Gli organizzatori parlano di una “grande marcia popolare” che si svolge nello stesso giorno anche in altri Paesi, tra Stati Uniti e Inghilterra, con iniziative come “Together” nel Regno Unito e il No Kings Day negli Usa.
 

L’intervista a Luca Blasi, organizzatore della manifestazione, e a Martina, una giovane manifestante giunta da Bari

Nel testo di lancio si denuncia un quadro fatto di decreti sicurezza, svolta autoritaria, premierato e attacco alla giustizia, insieme alla normalizzazione dell’idea che protestare non sia più un diritto e che la deportazione di massa non sia un crimine. “Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società”. Tra le “parole d’ordine”: fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa, contrastare le destre globali e promuovere una società più giusta, basata su diritti, ambiente, beni comuni ed economia di pace.

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Il corteo arriverà a piazzale del Verano

La testa del corteo è arrivata a piazza San Giovanni ma "considerata la partecipazione superiore a quella preavvisata" la manifestazione proseguirà fino a piazzale del Verano. "I promotori hanno formalmente presentato un preavviso al Questore", fanno sapere dalla questura. Il corteo quindi sfilerà in via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all'intersezione con Via Tiburtina, Via Tiburtina per poi concludersi a Piazzale del Verano.

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"Bella Ciao", la Cgil in piazza con i No Kings 

Bella Ciao: la Cgil al corteo No Kings
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Luca Blasi: disobbedienza civile di massa per fermare l'invio di armi

"Io penso che saremo centinaia di migliaia a Roma, bloccheremo Roma in continuità con Gaza e con le proteste contro il genocidio che purtroppo si sta moltiplicando, ora con l'attacco scellerato al Libano e che ha lo stesso obiettivo rispetto al ruolo che Israele sta giocando". Così Luca Blasi, organizzatore della protesta, ai microfoni di Collettiva: "Oggi – ha detto – è importante perché parte un movimento che ha la consapevolezza che non basta essere movimento di consenso contro la guerra, ma c'è bisogno anche di mettere i propri corpi in gioco, bloccare i treni con le armi, cominciare una pratica di disobbedienza civile di massa che in qualche modo porti anche la politica finalmente in maniera compatta a dire 'fermiamo questo scempio'".

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La piazza va riempiendosi

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"Terza guerra mondiale, che siete matti? Non la vogliamo studiare"

Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli il maestro Mario del doposcuola Mammut sta ultimando un missile di legno che sfilerà insieme ai partecipanti che stanno arrivando da tutta Italia. Sulla punta ha posizionato alcuni fiori e la bandiera della pace, mentre tutt'intorno ha incollato immagini delle guerre in Medio Oriente. "Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare", si legge su un cartello. Tante le bandiere della pace, della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle della Cgil, di Avs, e di associazioni come Amnesty International.

12:52

In mattinata la marcia degli invisibili

Prima del corteo si è tenuta la “Marcia degli invisibili” alle 12, alla fermata Colosseo della metro B, poi confluita nella manifestazione principale. È stata descritta come “una sfilata di fantasmi – scrivono – per rappresentare i migranti morti in mare o privati dei loro diritti”.

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Landini al concerto del 27 marzo: "Qui per dire sì alla pace"

Concerto No Kings 27 marzo 2026 Roma
Concerto No Kings 27 marzo 2026 Roma

12:46

L'America in piazza, oggi 3.100 manifestazioni 'No Kings'
 

Sono 3.100 le manifestazione 'No Kings' in programma nella giornata di oggi negli Stati Uniti. Gli organizzatori prevedono un'affluenza record per quella che si stima essere la maggiore manifestazione della storia americana. La bandiera 'No Kings' è un contenitore di varie cause che vanno dal combattere la deriva autoritaria dell'amministrazione Trump alle proteste contro l'Ice passando per quelle contro la guerra in Iran.