Dal 4 al 6 aprile, nel terreno confiscato alla Camorra, avrà luogo la terza edizione della “Festa della musica agro pastorale Tammorre e Zampogne”,  che prevede incontri e dibattiti sui cinque referendum, sulla situazione a Gaza e molti altri temi di attualità. La tre giorni si terrà al Fondo agricolo Nicola Nappo a Scafati, in provincia di Salerno e nasce da un’idea di artista campano, Antonio Matrone “O’Lione”, che spesso accompagna con il suo gruppo le manifestazioni della Flai Cgil Campania, tra gli organizzatori del Festival.

Si tratta di “un grande raduno di artisti nazionali e internazionali per celebrare le radici culturali della comunità locale – spiegano gli organizzatori -. Ci saranno artisti del calibro di Tony Esposito con Ambrogio Sparagna e l’Orchestra popolare Italiana, Fiorenza Calogero, Sancto Ianne, ⁠Pietro Cirillo, Mimmo Maglionico & Giovanni Mauriello con i Pietrarsa e tanti altri. Il festival mira a celebrare e preservare le tradizioni culturali del Sud Italia, con particolare attenzione alla musica e alla danza popolare, anche attraverso laboratori, attività comunitarie e momenti di aggregazione”.

Come in tutte le edizioni ci saranno momenti di dibattito e riflessione. Venerdì 4 aprile si terrà il seminario di approfondimento, completamente dedicato ai cinque referendum per i quali si andrà a votare in primavera. Sabato 5 aprile si parlerà invece, la mattina, di Palestina e conflitto mediorientale con uno sguardo sul Mediterraneo e, nel pomeriggio, della memoria dei territori come strumento di cambiamento di un paradigma culturale. Infine, domenica 6 aprile si discuterà di legalità e di come i beni confiscati alla criminalità organizzata possano diventare strumento di riproduzione sociale.

Il Fondo agricolo Nicola Nappo

“La location scelta chiaramente non è neutra – si precisa in un comunicato -, racconta una grande storia di riscatto dalla violenza e dalla corruzione. Dopo sette anni, il bene confiscato dedicato alla memoria di un giovane lavoratore, Nicola Nappo, e gestito dall’Ats Terra Viva con capofila l’Alpaa, è diventato punto di riferimento per un intero territorio. In questo momento sono occupati sei tra lavoratrici e lavoratori, con diverse produzioni che vanno dal pomodoro San Marzano Dop, alle fave, piselli, fresco raccolto e tanto altro.

Grazie alla sinergia con gli altri partner, in particolare con la cooperativa Eteria, quest’anno partirà anche S.a.f.e. (Social agricultural and art farm experience). Si tratta di un percorso di inclusione sociale che promuove l’inserimento lavorativo di richiedenti asilo, richiedenti di protezione umanitaria, migranti, persone appartenenti a comunità straniere residenti sul territorio e/o autoctoni, attraverso la realizzazione di una scuola integrata sull’agricoltura sociale, percorsi di formazione laboratoriali e tirocini formativi. Il progetto è volto a professionalizzare le persone iscritte alla scuola, attraverso partnership con enti di formazione professionali, sulle diverse qualifiche utile al settore agricolo.

L’agricoltura e la trasformazione industriale di prodotti della terra sono il cuore pulsante della vocazione produttiva dell’agro nocerino sarnese. Proprio per questo il progetto prevede la valorizzazione di un terreno confiscato alla Camorra come il Fondo Nappo non solo attraverso la diretta produzione agricola, ma anche attraverso l’instradamento ad una professionalizzazione di figure per l’agricoltura, capaci di innovare o ammodernare il settore e qualificare maggiormente un settore produttivo che ne ha profonda necessità.

Coltivare legalità e consapevolezza

Ma la “visione” relativa al Fondo è molto più ampia e va oltre la produzione economica, l’obiettivo è anche quello di stimolare la costruzione di reti di consumo consapevole ed etico sul territorio, nonché di stimolare la diffusione della cultura della legalità democratica attraverso percorsi di animazione sociale.

“Basti immaginare – scrivono gli organizzatori – che per il terzo anno consecutivo al Fondo Nappo si organizzano i campi “Estate Liberi” promossi da Libera, dove si incontrano giovani da tutta Italia e persone del territorio. Inoltre la prima attività sociale realizzata sul Fondo è stata la costruzione di un bando per fare richiesta di affidamento di piccole porzioni di terra da parte di singoli, gruppi, scuole, parrocchie e associazioni destinate ad orti urbani. Ad oggi si contano circa 120 orti sociali assegnati. Perché, per noi, il contrasto all’illegalità diffusa passa sempre dal lavoro, il riscatto della dignità si ha solo con un lavoro di qualità che fa il pieno di tutele e diritti”.

Per questi motivi il festival sarà aperto da una discussione sui referendum: “È necessario che il nostro Paese dia un segnale di dignità e responsabilità, partecipando in massa a questo importante appuntamento democratico. Siamo tutti coinvolti e abbiamo il dovere di spiegare, raccontare e condividere le ragioni di questi referendum, per sostenere un’Italia più giusta e solidale. Il voto non è solo un diritto – concludono -, ma anche un atto di responsabilità collettiva, un mezzo per costruire un futuro migliore per tutti”.